Novembre 2011
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Diego De Silva, Sono contrario alle emozioni
Di buono c’è che hai tempo per sistemare i cassetti e i barattoli.
Di mettere le maiuscole dopo i punti.
O di camminare con scarpe più comode.
Di buono c’è che non corro e non ho da afferrare nulla. Passeggio sul quel filo e con calma scelgo se guardare giù o meno.
E non mi impongo a vanvera, scelgo le parole con cura e se usarle.
Di buono c’è la malinconia, il brusio dietro le spalle che ti chiama, i retropensieri, tipo guardarsi dietro la faccia e mentre ridi.
Sorprenderti a credere e, a volte, da lontano, scorgere l’idea della felicità come una specie di grazia, un dono; ecco, sì, un talento.
e alla fine, poi, quel biglietto non te l’ho lasciato.
La cicatrice sono io, ogni punto è la mia vita. Ogni punto è un ricamo sulla mia pelle, infinito.
da “Cicatrici”
stamani proprio non dovevi venirmi in mente. proprio non avresti dovuto. e invece eccoti lì, affacciato oltre il vetro di cucina, sul cancello di casa mia nella prima luce del mattino, che mi sorridi e mi colpisci dritto fra stomaco e cuore.
sei beffardo.
te ne stai lì nella mia testa protetto dai ricordi e vinci sempre, non senti ragioni e non ti muovi. oscuri ogni presenza, sgretoli ogni mano che mi tocca. e i tuoi occhi restano sono sempre i più belli.
devo trovare l’interruttore che spenga la tua luce, ché qualche ombra così potrà restarmi accanto.
quando una persona ti vive dentro.
io non ti cerco
io non ti aspetto
ma non ti dimentico
Avere addosso la giusta pressione che ti fa sentire il sangue che gira, quella leggera ansia delle cose nuove, appena abbozzate e che si devono ancora fare. Piccoli affanni e tempi stretti, correre e domandarsi se ce la faremo, se ci sarà margine, se tutto sarà come previsto. Prendere sonno a stento la sera, con la testa piena di impegni stratificati, quasi sovrapposti, folle di cose da sbrigare. Eppure avere sempre un accenno di sorriso sottopelle e l’elettricità lieve dell’euforia tra le dita.
La sensazione di una tenda appena montata sotto le stelle, ecco com’è. E la luna nuova poco oltre e tutta questa notte che risplende. C’è il profumo della naturalezza mista all’impegno, la fragranza dello sforzo che si fa volentieri, senza fatica. E occhi che ti guardano coraggiosi, respiri che aiutano a respirare.
Pensavo di aver dimenticato come ci si sente a vivere.
quando qualcosa ci resta impigliato dentro non esce più.” —Magda Szabò
ché dev’esserci un modo di vivere senza dolore;
una corsa degli occhi negli occhi, a scoprire che invece
è soltanto un riposo del vento, un odiare a metà.” —Fabrizio De André, Disamistade
Io vorrei un dicembre a luci spente e con le persone accese.” —Charles Bukowski
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